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Poesie
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June 06 EsistoSono sempre più convinta che scorrano più velocemente gli anni che la sabbia all’interno di una clessidra… clessidra in cui i giorni non si perdono, al contrario si raccolgono come granelli di sabbia sul suo fondo... Ti ho abbandonato figlio mio, le pagine bianche su cui scrivo sono il tuo corpo che cresce, la penna con cui scrivo gli elementi essenziali che ti nutrono, la mia fantasia la placenta che avvolge il tutto e fa sì che niente accada… Il tempo passa e la mia anima inquieta resta, resta a darmi un piacere inspiegabile, quella certezza che finché non avrò pace mi si apriranno le porte della curiosità e della ricerca… continuo a non sapere cosa cerco, cosa voglio, cosa bramo… Perché scrivo, perché obbligo a movimenti continui le mie dita…? Ti ho abbandonato sperando che i miei pensieri smettessero di guardarmi così… dall’alto in basso… Chi sono diventata? una donna… una strega… una povera illusa disillusa… sono sempre una nullità e l’eccezione alla nullità… Serenità di fondo. Follia. Ti ho regalato i miei pensieri per poi riprendermeli, ho avuto paura di te, di quel che potessi dire di me. Posso declamare la mia libertà di spirito e di opinione quanto voglio, ma resta sempre quella inquietudine e paura che mi fa credere che ben pochi capiranno perché ho bisogno di te, perché ho bisogno di scrivere. Mi è più facile controllare il respiro che la mia mano su questo foglio. Cos’è la felicità? Sono le i senza il puntino sopra, sono i silenzi che ti fanno capire che stai pensando la cosa giusta, sono quegli occhi che ti guardano e ti dicono molto più di quanto avrebbe potuto fare una voce. Ne ho incontrati di sguardi che mi hanno parlato, cantato, sussurrato al cuore. Qualcuno di questi sguardi l’ho accuratamente messo da parte per i momenti in cui perdo la strada, quei momenti in cui mi chiedo se quel che faccio sia giusto. Non mi pento, non mi pento di nulla di quel che ho fatto, oggi sono viva, respiro, penso, scrivo… domani a quest’ora potrei già essere bella e inscatolata con una targhetta attaccata ad un laterale della mia bella bara con gli interni in piume viola e il mio nome stampigliato fuori. L’interno in piume viola… mi piacciono le piume… viola come la mia anima, come tre quarti del mio armadio e delle penne con cui scrivo. Continuo a non sapere dove sto andando e ne sono fiera, non abbandono la mia utopia di una vita libera da preconcetti e programmi. Non voglio un palinsesto per la mia vita. Ho imparato che solo vivendo ogni momento senza punti interrogativi si hanno le risposte. Di risposte ne ho avute, non cercate, non volute, ma essenziali perché diventassi chi oggi sono. Ho toccato con mano che ci sono dolori nella vita che non passano mai... entrano in una stanza dell’anima e chiudono a chiave la porta, senza possibilità di mandarli via. Ci illudiamo di dimenticarli, come si fa con una bambola di pezza relegata alla soffitta, ma continuano a stare lì: la memoria è una bugia, è l’illusione dell’assenza. Magari è vero, qualcosa la rimuovi, col tempo e con dolcezza, qualche dettaglio può sfuggirti, ma ce ne sarà sempre qualcuno che ti resterà impresso, come un tatuaggio... puoi coprirlo, puoi non condividerlo con altri, ma resta lì, come le lacrime che ti lavano dalle impurità, come fa la pioggia che porta via la polvere, le lacrime portano via i pensieri altrui che ci si incollano addosso. Ogni lacrima è un sogno, un pensiero, un’emozione che va via, evapora e diventa respiro... May 12 Santissima dei Naufragati_ V. Caposselae venne dall’acqua, e venne dal sale April 17 Inquietamente ioVolente o nolente amo sempre più gli imprevisti della vita, quei bivi sbagliati che dall’autostrada ti portano sulle vie nazionali e ti fanno godere del panorama con un gusto ed uno sguardo diverso. Apprezzo quelle grandi gioie che solo i piccoli gesti ed eventi sanno dare. Giocare con le bolle di sapone. Bagnarsi scarpe e pantaloni per mettere una mano dell’acqua del mio mare e scoprire, con sorpresa e un sottile piacere, che non è fredda come il periodo e le condizioni atmosferiche vorrebbero. Vegetare ore su una panchina ad osservare le nuvole passare e giocare con la sabbia. Uscire fuori da se stessi e riscoprirsi. Guardarsi ad uno specchio diverso da quello davanti a cui ci si pone quotidianamente e vedere un’immagine di sé differente. Integrarsi con se stessi e scoprire che non è così difficile rispettarsi. Bere un drink con una vecchia amica e ridere ricordando i momenti in cui si è pianto a dirotto. Non aver paura della memoria e mostrare indulgenza e tenerezza per i propri difetti. Un abbraccio. Una carezza e un sorriso non quando le circostanze lo richiedono, ma quando è il cuore a farlo. È sempre più forte l’impressione di vivere come in un acquario. Mi sento osservata. Sotto esame. Eppure serenamente inquieta, serenamente in crisi. Ho voglia di viaggiare perché ho voglia di fermarmi. Ho voglia di novità perché ho voglia di stabilità. Voglio smarrire la strada per ritrovarmi al punto di partenza, ma con un bagaglio diverso e dei compagni di viaggio diversi. Ho voglia di star sola per ritrovare il piacere della compagnia. Voglia di guardarmi negli occhi e riconoscermi... April 10 La morte non è niente_ Sant'AgostinoLa morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace. April 07 Al Ghazali_ La alquimiaa de la felicidad
No hay nada más cercano a ti que tú mismo. March 20 Se non ho altra voce… José SaramagoSe non ho altra voce per doppiare E la dirò, contratto, tra sterzate E spingerò in fondo una radice E lei dirà, parola ora scoperta, March 08 Donna, non sei soltanto l’opera di Dio_ Tagore
Il mare dona le sue perle, Il desiderio del cuore degli uomini Per metà sei donna, March 04 Pensiero per un amico
Metti che un giorno ti accorgi che le persone che vedi tutti i giorni in realtà non le conosci affatto. Condividi con qualcuno il tuo quotidiano vivere, quello che sarà un ricordo, momenti, emozioni, ma non sai altro. Metti che un pomeriggio tutto cambi e che senza sapere neanche come ti si apre una porticina nella vita di una delle persone di cui sopra. Ci si scambia pensieri, sensazioni, ricordi, come se davvero si vivesse insieme una parte di vita e non ci si vedesse soltanto. E scopri una complicità che non ti aspetti, scopri che la tua anima al solito è andata oltre, le anime comunicano anche senza i corpi. Scopri che stavi comunicando anche stando in silenzio, che uno sguardo parla molto più di quanto vorresti. Ti viene un’improvvisa voglia di fugaci distrazioni che facciano distogliere la mente dal turbinio quotidiano, qualcosa che non mi distragga e che mi faccia prendere tutto più alla leggera. qualcuno che mi prenda per mano e mi inviti a volare, senza oneri o onori, qualcuno con cui condividere il fermarsi al bordo della via, facendo passare quelli che corrono, quelli che bramano, ho bisogno di "nulla", godere del nulla, della semplicità, della spensieratezza, della complicità. Ti fermi e ti chiedi cosa sia cambiato, se sia cambiato qualcosa o se hai solo aperto tu gli occhi scoprendo che l’affetto si costruisce solo inconsciamente. Ti accorgi che condividere il “nulla” non è così facile come potrebbe sembrare, ma sai che se davvero ci riesci, allora avrai davvero intravisto la felicità. Metti che fra una conversazione e l’altra ti accorgi che la persona che hai di fronte non è serena come vorresti, ti arrabbi, vorresti prenderla a schiaffi come fosse una parte di te che sa che può avere il meglio e si accontenta, che sa che gioca una partita di cui conosce già il risultato. Vorresti urlargli che anche se non hai mai fatto un gesto che potesse dimostrare se non affetto, almeno una presenza cosciente, tu ci sei e adesso sai che ci sei. Vorresti dimostrargli che è possibile prendere tutto più alla leggera, prendersi per mano e volare, senza oneri o onori, e condividere il fermarsi al bordo della via e guardare il mondo passare con la sua nostalgia e gelosia. Si può. Tutto è possibile nella vita, basta un po’ di buona volontà, un pizzico di coraggio per tagliare i rami secchi che ci tengono ancorati all’insicurezza. E un compagno di viaggio senza pretese se non la sincerità con se stesso… March 02 boh!
Quante volte ho ripetuto i miei vorrei e dovrei, dicendo che contano poco se restano lì inermi. Tante. Troppe volte. Non aggiorno il blog da quasi un mese, poco tempo libero, poca voglia di mettere ‘bianco su viola’ pensieri che non comprendo neanche io, pensieri che mai avrei pensato. Non importa quello che vuoi: le cose capitano…una delle tante frasi sottolineate mentre leggevo l’ennesimo libro. Cosa voglio adesso? Non lo so. E’ la domanda che mi sono sentita rivolgere più spesso in questi giorni di straniamento da me stessa, in questi giorni di caos calmo in cui mi guardo allo specchio e mi chiedo dove sto andando. Non ho sbagliato strada, non stavolta. Compagna di viaggio di me stessa, cancello dal mio lessico il verbo dovere e mi concentro su volere e potere, senza sapere dove andrò a finire e se tutto abbia un senso. Come questo pezzo, ennesimo delirio di un pomeriggio apatico ed emotivamente nuvoloso in cui non comprendo più quel che mi accade intorno. Amo la confusione, mi ci sento a mio agio, ma non oggi, non a questo punto. Vorrei stabilità, ecco cosa vorrei. Dolcezza. Un abbraccio. Un nulla per due. Uno sguardo che vada oltre. Due prospettive per un confronto. Un sorriso al mattino e un bacio in fronte alla sera. Ho voglia delle piccole cose… February 05 Anime in viaggioCi sono anime che viaggiano parallele, lungo un binario immaginario di pensieri ed esistenze. Ricordi che si sovrappongono in una realtà solo presumibilmente personale e singolare. Come pennellate di una vita che procede senza un ordine prestabilito. Le lancette di un orologio si sovrappongono invisibili accumunando le anime in una danza dal ritmo mai noto ma ben accordato. Note di sogno sollevano le orme in un turbine di gesti inconsapevoli e conversazioni surreali. Si incontrano le anime quando il fato decide di giocare e muovere le sue pedine inconsce, in una partita scandita dal rumore di una matita che traccia onde sul foglio della vita. L’oblio segue il viaggio delle anime decidendo di non decidere se e quando intervenire, in un silenzio di cenere scomposta. E’ in un abbraccio invisibile del pensiero che le anime si congiungono senza mai raggiungere un contatto. Lo sguardo cerca furtivo un angolo del cuore in cui rifugiarsi per annidarsi e farsi trasportare dal ricordo dell’anima ospite. Ci sono viaggi che durano una vita con anime che non riescono ad incontrarsi seppur una accanto all’altra, viaggi che durano un attimo e compiono il miracolo dell’osmosi. February 01 Quella strana sensazione di esistere…Continua a piovere. Saranno giorni. Settimane ormai. Non vedessi il mare, il mio mare, penserei di non stare più in Kalafrica. E’ strano non vedere il sole qui, al centro del Mediterraneo… me lo faceva notare un’amica qualche giorno fa, Reggio sta esattamente al centro del Mare Nostrum. Sebastiano ha definito spesso la nostra città come un cobra arrogante, a me ricorda più una donna ferita e testarda. Per anni ho odiato questa città, la trovavo piccola, troppo periferica, banale. Oggi ci ripenso e mi chiedo se non fossi io troppo piccola, periferica e banale. Adesso mi appare ancor più piccola, ma più accogliente, più materna. Amo questa terra come mai prima, il suo sole, meno la gente, amante del pettegolezzo e dei bei tramonti, degli scandali da sussurrare e delle apparenze sull’essere o l’avere. Reggio credo sia uno dei pochi posti al mondo in cui essere ed avere hanno significati osmotici. January 28 Tratto da ‘Le mille e una notte’Abbandona il tuo paese: troverai altri amici No, fissa dimora non arreca mai potenza Guarda! L’acqua stagnante, io l’ho notato, Se il sole si arrestasse nella volta celeste, Bisogna che il disco splendente della luna I leoni non potrebbero catturare preda alcuna L’oro che non viene estratto resta polvere Estrai l’oro dal filone, tutti ne vogliono January 24 Messaggio del Papa ai giornalisti cattolici(…) molte cose sono cambiate. In modo più visibile in settori quali quelli che vanno dalla scienza alla tecnologia, dall’economia alla geopolitica; in modo meno appariscente, ma più profondo ed anche più preoccupante, nell’ambito della cultura corrente, nella quale sembra essersi notevolmente affievolito, insieme con il rispetto per la dignità della persona, il senso di valori quali la giustizia, la libertà, la solidarietà, che sono essenziali per la sopravvivenza di una società. Ancorato a un patrimonio di principi radicati nel Vangelo, il vostro lavoro di giornalisti cattolici risulta oggi ancora più arduo: al senso di responsabilità e allo spirito di servizio che vi contraddistinguono, dovete infatti affiancare una sempre più spiccata professionalità ed insieme una grande capacità di dialogo con il mondo laico, alla ricerca di valori condivisi. Tanto più facilmente troverete ascolto quanto più coerente sarà la testimonianza della vostra vita. Non sono pochi, tra i vostri colleghi laici, quelli che intimamente attendono da voi la testimonianza silenziosa, senza etichette ma di sostanza, di una vita ispirata ai valori della fede. Voi siete impegnati, ne sono ben consapevole, in un compito sempre più esigente, nel quale gli spazi di libertà sono spesso minacciati e gli interessi economici e politici hanno non di rado il sopravvento sullo spirito di servizio e sul criterio del bene comune. Vi esorto a non cedere a compromessi in valori tanto importanti, ma ad avere il coraggio della coerenza, anche a costo di pagare di persona: la serenità della coscienza non ha prezzo. January 22 Non esistoPomeriggio apatico, voglia di studiare non pervenuta e di mettere il naso fuori inesistente. Strane conversazioni quelle degli ultimi giorni, surreali a volte. Questo l’ho definito l’anno del pragmatismo e dell’egocentrismo, motivo per cui ultimamente mi sto impegnando il più possibile nel rendere le mie comunicazioni chiare, essenziali e soprattutto sincere. Non so se sbaglio di nuovo nel tentare di tenermi distante da tutto, nel tentare di non rimettermi più in gioco ma di recuperare quella parte di me che ama rischiare ma con classe e nel tentare soprattutto di risanare la mia emotività sbindellata e confusa come un puzzle da costruire senza la scatola che mostra il risultato finale. Lo scorso post era un mea culpa dovuto, dovevo scaricarmi la coscienza per ricominciare, per dimostrare che sono tornata totalmente in me stessa e che non si tratta solo di un’impressione. Volevo mandare un messaggio ben chiaro alle persone che amo e che ho trascurato e deluso e ora mi chiedo se sia stato letto…ma non importa…oggi non importa….oggi ci sono solo io con una rara apatia e con una voglia di scrivere immotivata e senza un senso definito. Ho scritto tanto per dire nulla. Un niente pieno di belle parole, ricercate e pensate. In fondo è quello che sono: un niente pieno di belle parole, un niente a cui inizio a dare importanza, un niente che decide di vivere solo per se stesso… non possiamo chiedere agli altri di amarci con e per i nostri difetti, non possiamo chiedere agli altri di amarci. Chi cerco di serrare tra le braccia? January 14 mea culpaE’ li….davanti ai tuoi occhi…eppure non lo vedi, dai per scontato che sia lì e non ti preoccupi neanche di verificare, di toccare con mano che non sia soltanto un’illusione o una becera convinzione. Hai sempre urlato che il tuo istinto fosse infallibile, che le tue scelte fossero ineccepibili e ponderate per non ammettere il tuo orgoglio, per non ammettere che a volte la sconfitta vale più di una vittoria. Hai voluto sfidare l’opinione della gente, non dare la soddisfazione a chi ti stava intorno di dire che aveva ragione…adesso non te lo dice, te lo urla e l’hai autorizzata tu, col tuo comportamento presuntuoso, con la tua convinzione che non potevi fallire, non questa volta, avevi visto qualcosa in quegli occhi, ma hai confuso la menzogna con la verità del sentito dire. Ora sei qui che reciti il tuo mea culpa, che ti affanni per dimostrare che non sei cambiata, che sei la stessa persona che gli altri hanno sempre stimato per la coerenza, per la forza che ti ha fatto superare ostacoli indicibili, per la sincerità e per l’affidabilità….si, è vero, hai sbagliato proprio per eccesso di coerenza, di forza, volevi essere coerente col tuo pensiero e il tuo dare sempre una seconda possibilità a chi non meritava neanche la prima, dovevi mettere alla prova la tua forza, i tuoi limiti e sei caduta facendo un tonfo sordo. Posso rialzarmi, ma resta la polvere sulle ginocchia sbucciate… posso ripetere ‘mea culpa’ infinite volte, ma resta il dubbio se sia un pentimento sentito. Oggi ho dato il primo esame per la seconda laurea, un bel 30 tondo tondo, auguri, baci e abbracci, e nessuno a dubitare sul fatto che ce l’avrei fatta centrando in pieno il mio obiettivo. Ultimamente la mia mira pecca, grande soddisfazione senza dubbio, ma resta l’amaro in bocca per aver tirato fuori le palle così, per coprire la rabbia per aver fallito umanamente, per aver rischiato la mia dignità di donna per un’illusione, per aver perso di vista gli affetti veri e quelle doti che mi hanno da sempre contraddistinta. Potrei star qui a far l’elenco degli avrei dovuto e potuto ma sarebbe inutile, non si piange sul latte versato, lo si asciuga e si fa attenzione perché non riaccada. Nelle ultime settimane ho visto nei volti degli amici più cari la delusione, quasi impercettibile, negata, ho visto un rimprovero e il mio silenzio pur di non dire ‘ho fatto una cazzata’. Sono umana anch’io, forse non ho le spalle larghe quanto si crede….e sono schifosamente orgogliosa, incapace di lasciar perdere ogni tanto la competizione con me stessa. Ho fatto del male involontario a chi si fidava di me, ho trascurato le persone che mi amano senza accorgermene e stasera sono qui che faccio un mea culpa senza ne capo ne coda per paura di non riuscire a dimostrare che ho fatto un errore di valutazione ma sono sempre io, sempre la stessa persona affidabile, esageratamente testarda e con un’insana voglia di credere ancora che in tutti ci sia qualcosa di buono… della delusione ‘sentimentale’ non mi resta altro che questo, la paura di aver perso non l’essere indegno di essere nominato (e a cui auguro solo una malattia venerea per cui gli cadano le palle a terra), ma chi mi è stato sempre silenziosamente e sinceramente vicino e a cui silenziosamente e sinceramente tengo….. |
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