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June 06

Esisto

Sono sempre più convinta che scorrano più velocemente gli anni che la sabbia all’interno di una clessidra… clessidra in cui i giorni non si perdono, al contrario si raccolgono come granelli di sabbia sul suo fondo... Ti ho abbandonato figlio mio, le pagine bianche su cui scrivo sono il tuo corpo che cresce, la penna con cui scrivo gli elementi essenziali che ti nutrono, la mia fantasia la placenta che avvolge il tutto e fa sì che niente accada… Il tempo passa e la mia anima inquieta resta, resta a darmi un piacere inspiegabile, quella certezza che finché non avrò pace mi si apriranno le porte della curiosità e della ricerca… continuo a non sapere cosa cerco, cosa voglio, cosa bramo… Perché scrivo, perché obbligo a movimenti continui le mie dita…? Ti ho abbandonato sperando che i miei pensieri smettessero di guardarmi così… dall’alto in basso… Chi sono diventata? una donna… una strega… una povera illusa disillusa… sono sempre una nullità e l’eccezione alla nullità… Serenità di fondo. Follia. Ti ho regalato i miei pensieri per poi riprendermeli, ho avuto paura di te, di quel che potessi dire di me. Posso declamare la mia libertà di spirito e di opinione quanto voglio, ma resta sempre quella inquietudine e paura che mi fa credere che ben pochi capiranno perché ho bisogno di te, perché ho bisogno di scrivere. Mi è più facile controllare il respiro che la mia mano su questo foglio.  Cos’è la felicità? Sono le i senza il puntino sopra, sono i silenzi che ti fanno capire che stai pensando la cosa giusta, sono quegli occhi che ti guardano e ti dicono molto più di quanto avrebbe potuto fare una voce. Ne ho incontrati di sguardi che mi hanno parlato, cantato, sussurrato al cuore. Qualcuno di questi sguardi l’ho accuratamente messo da parte per i momenti in cui perdo la strada, quei momenti in cui mi chiedo se quel che faccio sia giusto. Non mi pento, non mi pento di nulla di quel che ho fatto, oggi sono viva, respiro, penso, scrivo… domani a quest’ora potrei già essere bella e inscatolata con una targhetta attaccata ad un laterale della mia bella bara con gli interni in piume viola e il mio nome stampigliato fuori. L’interno in piume viola… mi piacciono le piume… viola come la mia anima, come tre quarti del mio armadio e delle penne con cui scrivo. Continuo a non sapere dove sto andando e ne sono fiera, non abbandono la mia utopia di una vita libera da preconcetti e programmi. Non voglio un palinsesto per la mia vita. Ho imparato che solo vivendo ogni momento senza punti interrogativi si hanno le risposte. Di risposte ne ho avute, non cercate, non volute, ma essenziali perché diventassi chi oggi sono. Ho toccato con mano che ci sono dolori nella vita che non passano mai... entrano in una stanza dell’anima e chiudono a chiave la porta, senza possibilità di mandarli via. Ci illudiamo di dimenticarli, come si fa con una bambola di pezza relegata alla soffitta, ma continuano a stare lì: la memoria è una bugia, è l’illusione dell’assenza. Magari è vero, qualcosa la rimuovi, col tempo e con dolcezza, qualche dettaglio può sfuggirti, ma ce ne sarà sempre qualcuno che ti resterà impresso, come un tatuaggio... puoi coprirlo, puoi non condividerlo con altri, ma resta lì, come le lacrime che ti lavano dalle impurità, come fa la pioggia che porta via la polvere, le lacrime portano via i pensieri altrui che ci si incollano addosso. Ogni lacrima è un sogno, un pensiero, un’emozione che va via, evapora e diventa respiro...

May 12

Santissima dei Naufragati_ V. Capossela

e venne dall’acqua, e venne dal sale
la penitenza dalla mano del mare
il comandante avanza e niente si puó fare
vuole una morte, la vuole affrontare
e lí l’attendeva, dove il sole cala
cala e non muore, e l’acqua non lo lava
e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
stregati di olio e petrolio
e il vento non alzava, e il mare imputridiva
legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio
avanzavamo lenti, senza ammutinamenti
e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato
e il demone ch’é suo, adesso vuole mio
e brinda con il sangue all’odio ci convince,
che se é sua la barca che vince, dev’essere la mia
e gli occhi non videro, non videro la luce
non videro la messe, che altri non l’avesse
e il cielo fece nero, e urló la nube al cielo
e s’affamó d’abisso, che tutti ci prendesse
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, le ossa nell’acqua
anime bianche, anime salvate
anime venite, anime addolorate
che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
due soldi per l’onore, due monete in pegno
per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
vieni spettro del tesoro
la vela tende, il vento se la prende
la vela cade, le remi allontanate
e accese sui pennoni
i fuochi fatui, i fuochi alati
della Santissima dei naufragati
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
e il legno cedeva all’acqua suo pianto
la vela cadde, la sete ci asciugó
acqua, acqua, acqua in ogni dove
e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
spegnevano la voce, nel nome dell’odio
che tutti ci appagó, il cielo rigó di sbarre il suo portale
il volto di fuoco, dentro imprigionó
lo spettro vedemmo venire di lontano
venire per ghermire, nero di dannazione
vita e morte, vita e morte era il suo nome
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, salvezza prendimi
questa é la ballata di chi si é preso il mare
che lapide non abbia, ne ossa sulla sabbia
né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati
O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietá.

April 17

Inquietamente io

Volente o nolente amo sempre più gli imprevisti della vita, quei bivi sbagliati che dall’autostrada ti portano sulle vie nazionali e ti fanno godere del panorama con un gusto ed uno sguardo diverso. Apprezzo quelle grandi gioie che solo i piccoli gesti ed eventi sanno dare. Giocare con le bolle di sapone. Bagnarsi scarpe e pantaloni per mettere una mano dell’acqua del mio mare e scoprire, con sorpresa e un sottile piacere, che non è fredda come il periodo e le condizioni atmosferiche vorrebbero. Vegetare ore su una panchina ad osservare le nuvole passare e giocare con la sabbia. Uscire fuori da se stessi e riscoprirsi. Guardarsi ad uno specchio diverso da quello davanti a cui ci si pone quotidianamente e vedere un’immagine di sé differente. Integrarsi con se stessi e scoprire che non è così difficile rispettarsi. Bere un drink con una vecchia amica e ridere ricordando i momenti in cui si è pianto a dirotto. Non aver paura della memoria e mostrare indulgenza e tenerezza per i propri difetti. Un abbraccio. Una carezza e un sorriso non quando le circostanze lo richiedono, ma quando è il cuore a farlo. È sempre più forte l’impressione di vivere come in un acquario. Mi sento osservata. Sotto esame. Eppure serenamente inquieta, serenamente in crisi. Ho voglia di viaggiare perché ho voglia di fermarmi. Ho voglia di novità perché ho voglia di stabilità. Voglio smarrire la strada per ritrovarmi al punto di partenza, ma con un bagaglio diverso e dei compagni di viaggio diversi. Ho voglia di star sola per ritrovare il piacere della compagnia. Voglia di guardarmi negli occhi e riconoscermi...

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April 10

La morte non è niente_ Sant'Agostino

La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
April 07

Al Ghazali_ La alquimiaa de la felicidad

 

No hay nada más cercano a ti que tú mismo.
Si no te conoces a ti mismo, ¿cómo conocerás a los demás?
Podrás decir: “Me conozco,” pero estarás equivocado… Lo único que conoces de tu ser es tu apariencia externa. Lo único que conoces de tu interior  es que cuando tienes hambre, comes; cuando estás enojado, peleas y cuando estás consumido por la pasión haces el amor. En este sentido eres igual a cualquier animal. Debes buscar la realidad en tu interior…
Si quieres conocerte debieras saber que estás formado por dos partes: una es tu apariencia externa  que puedes ver con tus ojos. La otra son tus fuerzas internas.
La realidad de tu existencia está en tu interioridad –o naturaleza intrínseca.
Todo opera como un sirviente de tu corazón interior.

March 20

Se non ho altra voce… José Saramago

Se non ho altra voce per doppiare
in echi d’altri suoni il mio silenzio,
parlerò, parlerò, fino a scovare
la parola celata che mi esterni.

E la dirò, contratto, tra sterzate
di freccia che avvelena anche se stessa,
o alto mare ostruito di vascelli
dove il braccio annegato ci fa cenno.

E spingerò in fondo una radice
se la pietra perfetta la via sbarra
e lancerò in alto quanto dice
che è più albero il tronco che è più solo.

E lei dirà, parola ora scoperta,
tutti i detti del vivere consueto:
quest’ora che sconforta e che conforta,
il non vedere, il non avere, il quasi essere.

March 08

Donna, non sei soltanto l’opera di Dio_ Tagore


Donna, non sei soltanto l’opera di Dio
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d’estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.

March 04

Pensiero per un amico

La vita è una soltanto, anche quando ti arrampichi sugli specchi e oscilli fra un’identità e l’altra. Il finale sarà unico anche se ne avrai vissute quattro o cinque di vite contemporaneamente. Puoi sempre scegliere, hai sempre due opportunità, anche quando ne vedi una sola. Se davanti a te vedi una porta soltanto, non è l’unica via di uscita o fuga, puoi sempre decidere di non decidere e restare fermo lì e attendere. Ma avrai sprecato del tempo. Avrai atteso che qualcuno apra per te quella porta e ti obblighi ad uscire.

La vita è un viaggio. Puoi decidere di affrontarlo in solitaria, con compagni conosciuti durante il tragitto e che condivideranno con te solo una tappa del viaggio. Puoi decidere di avere accanto a te un solo compagno che raggiungerà con te la meta. In entrambi i casi, devi fare il tutto per tutto per restare padrone del tuo percorso, libero viaggiatore non devi mai pagare le conseguenze per gli errori e le scelte altrui.

 

Metti che un giorno ti accorgi che le persone che vedi tutti i giorni in realtà non le conosci affatto. Condividi con qualcuno il tuo quotidiano vivere, quello che sarà un ricordo, momenti, emozioni, ma non sai altro. Metti che un pomeriggio tutto cambi e che senza sapere neanche come ti si apre una porticina nella vita di una delle persone di cui sopra. Ci si scambia pensieri, sensazioni, ricordi, come se davvero si vivesse insieme una parte di vita e non ci si vedesse soltanto. E  scopri una complicità che non ti aspetti, scopri che la tua anima al solito è andata oltre, le anime comunicano anche senza i corpi. Scopri che stavi comunicando anche stando in silenzio, che uno sguardo parla molto più di quanto vorresti. Ti viene un’improvvisa voglia di fugaci distrazioni che facciano distogliere la mente dal turbinio quotidiano, qualcosa che non mi distragga e che mi faccia prendere tutto più alla leggera. qualcuno che mi prenda per mano e mi inviti a volare, senza oneri o onori, qualcuno con cui condividere il fermarsi al bordo della via, facendo passare quelli che corrono, quelli che bramano, ho bisogno di "nulla", godere del nulla, della semplicità, della spensieratezza, della complicità. Ti fermi e ti chiedi cosa sia cambiato, se sia cambiato qualcosa o se hai solo aperto tu gli occhi scoprendo che l’affetto si costruisce solo inconsciamente. Ti accorgi che condividere il “nulla” non è così  facile come potrebbe sembrare, ma sai che se davvero ci riesci, allora avrai davvero intravisto la felicità. Metti che fra una conversazione e l’altra ti accorgi che la persona che hai di fronte non è serena come vorresti, ti arrabbi, vorresti prenderla a schiaffi come fosse una parte di te che sa che può avere il meglio e si accontenta, che sa che gioca una partita di cui conosce già il risultato. Vorresti urlargli che anche se non hai mai fatto un gesto che potesse dimostrare se non affetto, almeno una presenza cosciente, tu ci sei e adesso sai che ci sei. Vorresti dimostrargli che è possibile prendere tutto più alla leggera, prendersi per mano e volare, senza oneri o onori, e condividere il fermarsi al bordo della via e guardare il mondo passare con la sua nostalgia e gelosia. Si può. Tutto è possibile nella vita, basta un po’ di buona volontà, un pizzico di coraggio per tagliare i rami secchi che ci tengono ancorati all’insicurezza. E un compagno di viaggio senza pretese se non la sincerità con se stesso…

March 02

boh!

Non importa quello che vuoi: le cose capitano…

Quante volte ho ripetuto i miei vorrei e dovrei, dicendo che contano poco se restano lì inermi. Tante. Troppe volte. Non aggiorno il blog da quasi un mese, poco tempo libero, poca voglia di mettere ‘bianco su viola’ pensieri che non comprendo neanche io, pensieri che mai avrei pensato. Non importa quello che vuoi: le cose capitano…una delle tante frasi sottolineate mentre leggevo l’ennesimo libro. Cosa voglio adesso? Non lo so. E’ la domanda che mi sono sentita rivolgere più spesso in questi giorni  di  straniamento da me stessa,  in questi giorni di caos calmo in cui mi guardo allo specchio e mi chiedo dove sto andando. Non ho sbagliato strada, non stavolta. Compagna di viaggio di me stessa, cancello dal mio lessico il verbo dovere e mi concentro su volere e potere, senza sapere dove andrò a finire e se tutto abbia un senso. Come questo pezzo, ennesimo delirio di un pomeriggio apatico ed emotivamente nuvoloso in cui non comprendo più quel che mi accade intorno. Amo la confusione, mi ci sento a mio agio, ma non oggi, non a questo punto. Vorrei stabilità, ecco cosa vorrei. Dolcezza. Un abbraccio. Un nulla per due. Uno sguardo che vada oltre. Due prospettive per un confronto. Un sorriso al mattino e un bacio in fronte alla sera. Ho voglia delle piccole cose…

February 05

Anime in viaggio

Ci sono anime che viaggiano parallele, lungo un binario immaginario di pensieri ed esistenze. Ricordi che si sovrappongono in una realtà solo presumibilmente personale e singolare. Come pennellate di una vita che procede senza un ordine prestabilito. Le lancette di un orologio si sovrappongono invisibili accumunando le anime in una danza dal ritmo mai noto ma ben accordato. Note di sogno sollevano le orme in un turbine di gesti inconsapevoli e conversazioni surreali. Si incontrano le anime quando il fato decide di giocare e muovere le sue pedine inconsce, in una partita scandita dal rumore di una matita che traccia onde sul foglio della vita. L’oblio segue il viaggio delle anime decidendo di non decidere se e quando intervenire, in un silenzio di cenere scomposta. E’ in un abbraccio invisibile del pensiero che le anime si congiungono senza mai raggiungere un contatto. Lo sguardo cerca furtivo un angolo del cuore in cui rifugiarsi per annidarsi e farsi trasportare dal ricordo dell’anima ospite. Ci sono viaggi che durano una vita con anime che non riescono ad incontrarsi seppur una accanto all’altra, viaggi che durano un attimo e compiono il miracolo dell’osmosi.

NullMunch

February 01

Quella strana sensazione di esistere…

Continua a piovere. Saranno giorni. Settimane ormai. Non vedessi il mare, il mio mare, penserei di non stare più in Kalafrica. E’ strano non vedere il sole qui, al centro del Mediterraneo… me lo faceva notare un’amica qualche giorno fa, Reggio sta esattamente al centro del Mare Nostrum. Sebastiano ha definito spesso la nostra città come un cobra arrogante, a me ricorda più una donna ferita e testarda. Per anni ho odiato questa città, la trovavo piccola, troppo periferica, banale. Oggi ci ripenso e mi chiedo se non fossi io troppo piccola, periferica e banale. Adesso mi appare ancor più piccola, ma più accogliente, più materna. Amo questa terra come mai prima, il suo sole, meno la gente, amante del pettegolezzo e dei bei tramonti, degli scandali da sussurrare e delle apparenze sull’essere o l’avere. Reggio credo sia uno dei pochi posti al mondo in cui essere ed avere hanno significati osmotici.
Ultimamente sto leggendo molto più del solito, famelica vado in cerca di parole altrui, le mie le conosco bene, hanno sempre tanto e poco da dire; nonostante gli impegni sempre più fitti e le occhiaie da panda perplesso, sono quasi contenta che l’insonnia sia nuovamente tornata al mio fianco, è come se così riuscissi a vivere di più quel tempo che mi sembra sempre di sprecare. Il tempo scandito dalle gocce della pioggia inesorabile sembra correre e io mi sento sempre più ferma, frenata da non so quale demone che mi impedisce di far qualcosa solo per me. Non sto più scrivendo quanto e come vorrei; ho spesso la sensazione che una parte di me sia sopita, in attesa. Di cosa? Non lo so. “La pietra di fiumara non fa muschio”, tutto sembra scivolarmi addosso ed è un bene: trovo inutile anche arrabbiarmi, o anche solo controbattere. E’ come se improvvisamente mi trovassi sotto una campana di vetro. Guardo gli altri, provo a capirli, a sentire cos’hanno da dirmi, ma nulla arriva dentro la mia campana. Ho sentito troppo finora e forse questa è la prima cosa che faccio davvero solo per me stessa: isolarmi e provare ad ascoltare prima me, silenziosa, distaccata. Forse ha smesso di piovere. Forse.

January 28

Tratto da ‘Le mille e una notte’

Abbandona il tuo paese: troverai altri amici
diversi da quelli che lasci; devi soltanto montare
la tenda a seconda del cammino che fai, e imparerai
che lì soltanto si trova piacere a vivere.

No, fissa dimora non arreca mai potenza
né onore; nessun altrove dà marchio d’infamia;
lascia i luoghi della tua vita radicata di abitudini
per paesi nuovi ai tuoi occhi.

Guarda! L’acqua stagnante, io l’ho notato,
non fa che imputridire; appena prende a correre,
eccola di nuovo buona da bere,
ma chi l’assaggerebbe fintanto che ristagna?

Se il sole si arrestasse nella volta celeste,
e sostasse immobile all’apice della sua corsa,
l’uomo, foss’egli arabo o di altra nazione,
non mancherebbe di fargliene un rimprovero.

Bisogna che il disco splendente della luna
sovente acconsenta a scomparire,
affinché dal luogo più alto si vada di guardia,
e il tempo della nostra vita sia misurato.

I leoni non potrebbero catturare preda alcuna
se non uscissero dall’antro fra i rovi;
e la freccia che vola colpirebbe il bersaglio
se volesse restare solidale all’arco?

L’oro che non viene estratto resta polvere
fra la polvere; l’aloe, se mette radici
nel suolo, non sembra che una varietà di legno
da ardere come tanti altri.

Estrai l’oro dal filone, tutti ne vogliono
e son disposti a pagare; fai a pezzi l’aloe
e mettilo all’incanto, ognuno per averlo
darebbe oro in cambio.

January 24

Messaggio del Papa ai giornalisti cattolici

(…) molte cose sono cambiate. In modo più visibile in settori quali quelli che vanno dalla scienza alla tecnologia, dall’economia alla geopolitica; in modo meno appariscente, ma più profondo ed anche più preoccupante, nell’ambito della cultura corrente, nella quale sembra essersi notevolmente affievolito, insieme con il rispetto per la dignità della persona, il senso di valori quali la giustizia, la libertà, la solidarietà, che sono essenziali per la sopravvivenza di una società.

Ancorato a un patrimonio di principi radicati nel Vangelo, il vostro lavoro di giornalisti cattolici risulta oggi ancora più arduo: al senso di responsabilità e allo spirito di servizio che vi contraddistinguono, dovete infatti affiancare una sempre più spiccata professionalità ed insieme una grande capacità di dialogo con il mondo laico, alla ricerca di valori condivisi. Tanto più facilmente troverete ascolto quanto più coerente sarà la testimonianza della vostra vita. Non sono pochi, tra i vostri colleghi laici, quelli che intimamente attendono da voi la testimonianza silenziosa, senza etichette ma di sostanza, di una vita ispirata ai valori della fede.

Voi siete impegnati, ne sono ben consapevole, in un compito sempre più esigente, nel quale gli spazi di libertà sono spesso minacciati e gli interessi economici e politici hanno non di rado il sopravvento sullo spirito di servizio e sul criterio del bene comune. Vi esorto a non cedere a compromessi in valori tanto importanti, ma ad avere il coraggio della coerenza, anche a costo di pagare di persona: la serenità della coscienza non ha prezzo.

January 22

Non esisto

Pomeriggio apatico, voglia di studiare non pervenuta e di mettere il naso fuori inesistente. Strane conversazioni quelle degli ultimi giorni, surreali a volte. Questo l’ho definito l’anno del pragmatismo e dell’egocentrismo, motivo per cui ultimamente mi sto impegnando il più possibile nel rendere le mie comunicazioni chiare, essenziali e soprattutto sincere. Non so se sbaglio di nuovo nel tentare di tenermi distante da tutto, nel tentare di non rimettermi più in gioco ma di recuperare quella parte di me che ama rischiare ma con classe e nel tentare soprattutto di risanare la mia emotività sbindellata e confusa come un puzzle da costruire senza la scatola che mostra il risultato finale. Lo scorso post era un mea culpa dovuto, dovevo scaricarmi la coscienza per ricominciare, per dimostrare che sono tornata totalmente in me stessa e che non si tratta solo di un’impressione. Volevo mandare un messaggio ben chiaro alle persone che amo e che ho trascurato e deluso e ora mi chiedo se sia stato letto…ma non importa…oggi non importa….oggi ci sono solo io con una rara apatia e con una voglia di scrivere immotivata e senza un senso definito. Ho scritto tanto per dire nulla. Un niente pieno di belle parole, ricercate e pensate. In fondo è quello che sono: un niente pieno di belle parole, un niente a cui inizio a dare importanza, un niente che decide di vivere solo per se stesso… non possiamo chiedere agli altri di amarci con e per i nostri difetti, non possiamo chiedere agli altri di amarci.

Chi cerco di serrare tra le braccia?
I sogni non si possono fare prigionieri.
Con mani avide stringo al mio cuore
il vuoto,
ed esso mi ferisce il petto.
(Tagore)

January 14

mea culpa

E’ li….davanti ai tuoi occhi…eppure non lo vedi, dai per scontato che sia lì e non ti preoccupi neanche di verificare, di toccare con mano che non sia soltanto un’illusione o una becera convinzione.

Hai sempre urlato che il tuo istinto fosse infallibile, che le tue scelte fossero ineccepibili e ponderate per non ammettere il tuo orgoglio, per non ammettere che a volte la sconfitta vale più di una vittoria. Hai voluto sfidare l’opinione della gente, non dare la soddisfazione a chi ti stava intorno di dire che aveva ragione…adesso non te lo dice, te lo urla e l’hai autorizzata tu, col tuo comportamento presuntuoso, con la tua convinzione che non potevi fallire, non questa volta, avevi visto qualcosa in quegli occhi, ma hai confuso la menzogna con la verità del sentito dire. Ora sei qui che reciti il tuo mea culpa, che ti affanni per dimostrare che non sei cambiata, che sei la stessa persona che gli altri hanno sempre stimato per la coerenza, per la forza che ti ha fatto superare ostacoli indicibili, per la sincerità e per l’affidabilità….si, è vero, hai sbagliato proprio per eccesso di coerenza, di forza, volevi essere coerente col tuo pensiero e il tuo dare sempre una seconda possibilità a chi non meritava neanche la prima, dovevi mettere alla prova la tua forza, i tuoi limiti e sei caduta facendo un tonfo sordo.

Posso rialzarmi, ma resta la polvere sulle ginocchia sbucciate… posso ripetere ‘mea culpa’ infinite volte, ma resta il dubbio se sia un pentimento sentito. Oggi ho dato il primo esame per la seconda laurea, un bel 30 tondo tondo, auguri, baci e abbracci, e nessuno a dubitare sul fatto che ce l’avrei fatta centrando in pieno il mio obiettivo. Ultimamente la mia mira pecca, grande soddisfazione senza dubbio, ma  resta l’amaro in bocca per aver tirato fuori le palle così, per coprire la rabbia per aver fallito umanamente, per aver rischiato la mia dignità di donna per un’illusione, per aver perso di vista gli affetti veri e quelle doti che mi hanno da sempre contraddistinta. Potrei star qui a far l’elenco degli avrei dovuto e potuto ma sarebbe inutile, non si piange sul latte versato, lo si asciuga e si fa attenzione perché non riaccada. Nelle ultime settimane ho visto nei volti degli amici più cari la delusione, quasi impercettibile, negata, ho visto un rimprovero e il mio silenzio pur di non dire ‘ho fatto una cazzata’. Sono umana anch’io, forse non ho le spalle larghe quanto si crede….e sono schifosamente orgogliosa, incapace di lasciar perdere ogni tanto la competizione con me stessa. Ho fatto del male involontario a chi si fidava di me, ho trascurato le persone che mi amano senza accorgermene e stasera sono qui che faccio un mea culpa senza ne capo ne coda per paura di non riuscire a dimostrare che ho fatto un errore di valutazione ma sono sempre io, sempre la stessa persona affidabile, esageratamente testarda e con un’insana voglia di credere ancora che in tutti ci sia qualcosa di buono… della delusione ‘sentimentale’ non mi resta altro che questo, la paura di aver perso non l’essere indegno di essere nominato (e a cui auguro solo una malattia venerea per cui gli cadano le palle a terra), ma chi mi è stato sempre silenziosamente e sinceramente vicino e a cui silenziosamente e sinceramente tengo…..

 

Leta .....

Occupation
Location
Interests
Tengo un alma peregrina...alla perenne ricerca di qualcosa che appaghi la mia inquietudine...

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Io sono contro l'uso delle K al posto della C

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